Ciao Giovanni

Sant'Arpino. Si chiamava Raimondo Morosini, ma tutti lo conoscevano come "Giovanni o' barbiere" perchè le forbici o le lame di un rasoio - difficilmente - riescono a recidere l'amore per i propri avi. Le mani di Raimondo non si limitavano soltanto a tagliare i capelli e a radere la barba, ma domavano volti silenziosi, giocosi, preccupati, eccitati, tristi, felici, annoiati o polemici. Erano, le tue mani, "antenne tattili" sensibili alla percezione, all' umore, alla sensazione, alle diverse sfumature dell'anima. Sono le atmosfere cariche di umanità che potete trovare solo nel salone da barba come quello situato in piazza a S.Arpino, tra le persone acciambellate a tenere calde le poltrone mentre leggono un giornale, discutono di calcio, ascoltano il notiziario alla radio o guardano, incuriositi, gli abitanti della piazza. Caro Raimondo sappi che, seppur tagliando cumuli di capelli e radendo schiume di barba, hai creato un legame indissolubile con la nostra comunità proprio come quello che unisce il tuo nome ai tuoi avi.

Giuseppe Di Liberto

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