ELEZIONI. La santarpinese Margherita Colella candidata con Sinistra Rivoluzionaria

La santarpinese Margherita Colella , da anni impegnata in politica, sarà candidata, per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica che si svolgeranno domenica 4 marzo 2018, per la lista « Per una sinistra rivoluzionaria »  nel collegio uninominale di Parma e nel collegio  plurinominale di Caserta insieme ad Antonio Erpice, Federica Russo e Fulvio Beato. Vi proponiamo alcuni passaggi  dell’intervista rilasciata dalla Colella a TV PARMA  durante la trasmissione “Lettere al Direttore”. "La crisi del capitalismo è sotto gli occhi di tutti e provoca disoccupazione, miseria e impoverimento. Sinistra Rivoluzionaria quindi perchè dobbiamo tirare una linea rispetto agli errori della sinistra radicale che si è sempre schierata nel campo riformista e delle compatibilità. E' invece necessaria una Sinistra Rivoluzionaria che si ponga su una traiettoria anticapitalista e antisistema. Tutto questo passa attraverso una rottura netta con l'Unione Europea che in questi anni è stata lo strumento delle politiche di austerità." "La questione vera della sicurezza sta nel garantire una dignità di vita a tutti quanti. Su questo mi permetto di fare un piccolo esempio. Spesso si dice che gli immigrati sono disponibili ad accettare qualunque tipo di lavoro. Il settore della logistica, dove lavorano molti giovani immigrati, è un settore che è stato protagonista, anche qui in Emilia, di lotte importanti contro l'iper-sfruttamento e le condizioni di lavoro disumane e in cui i lavoratori immigrati hanno ottenuto miglioramenti contrattuali per tutti, lavoratori immigrati e lavoratori italiani." "Perchè non ci possiamo più permettere un welfare dignitoso? Non è vero che non ci sono più risorse! Il punto è semmai dove vengono destinati i soldi. Noi in 20 anni abbiamo pagato 1.700 miliardi di debito alle banche e alle assicurazioni. E oggi ogni anno paghiamo 70 miliardi di interessi maturati su questo debito e li paghiamo agli strozzini della finanza internazionale. Quei soldi non devono andare a coprire un debito che abbiamo già ampiamente ripagato con privatizzazioni e licenziamenti, ma devono essere destinati alle politiche sociali. Quei soldi li diamo per salvare le banche, ma poi non abbiamo gli ospedali o i beni fondamentali per far funzionare scuole e università. C'è un impoverimento di massa. Oggi 1 lavoratore su 5 non può pagarsi un affitto. Parliamo di lavoratori, non di disoccupati o di emarginati. E' necessario rifiutare il pagamento del debito e riappropriarci della ricchezza e utilizzarla per l'interesse collettivo e non per salvare una cricca che ha in mano il potere economico." "C'è stato un cedimento dei sindacati in questi anni su tutti i provvedimenti principali, soprattutto durante il governo Renzi: dalla riforma delle pensioni al Jobs Act. Noi dobbiamo contrastare la deriva burocratica dei sindacati che devono tornare nelle mani dei lavoratori, che ne sono i legittimi proprietari."  
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