Elezioni provinciali Caserta 2017, il metodo di attribuzione dei seggi “D’Hondt” tiene fuori dalla provincia Dell’Aversana

Sant’Arpino. Premettendo che la proclamazione dei consiglieri provinciali avverrà domani mattina e quindi solo domani mattina si avrà l’ufficialità sui 16 nomi che comporranno il consiglio provinciale di Caserta per i prossimi due anni, il sindaco di Sant’Arpino, Giuseppe Dell’Aversana, con l’applicazione del metodo “D’Hondt” per l’attribuzione dei seggi provinciali, sembrerebbe essere fuori dai giochi e c’è da sottolineare che il suo sarebbe il primo seggio a non scattare.

Per l’attribuzione dei seggi con il metodo proporzionale possono essere applicati sostanzialmente due metodi: uno è quello “del quoziente e dei più alti resti”, che atribbuisce i seggi in base alla percentuale ottenuta dal numero di preferenze della lista sul numero totale di voti facendo scattare i seggi rimanenti in base al resto più alto, e un altro è il metodo “D’Hondt” che invece prevede la formazione di una tabella in cui vengono divisi i valori relativi ai voti delle varie liste per un numero crescente di unita (1,2,3,4…) e assegna i seggi disponibili ai numeri più alti: nel caso di queste elezioni provinciali, quindi, ai 16 numeri più alti.

I disguidi sull’elezione di Dell’Aversana sono nati, probabilmente, perchè il primo calcolo è stato fatto con il metodo “del quoziente e dei più alti resti”.

METODO DEL QUOZIENTE E DEI PIU' ALTI RESTI

In base a questo sistema sarebbe scattato il seggio del sindaco di Sant’Arpino, Giuseppe Dell’Aversana, infatti, calcolando la percentuale del risultato di ogni lista sul valore relativo ai voti ponderati totali, sarebbero stati assegnati sicuramente 3 seggi ai MODERATI, 3 seggi a FORZA ITALIA, 2 seggi a CAMPANIA LIBERA, 2 seggi al PARTITO DEMOCRATICO, 2 seggi ai DEMOCRATICI RIFORMISTI e 1 seggio a CAMPANIA IN MOVIMENTO per un totale di 13 seggi. I 3 seggi rimanenti sarebbero stati assegnati ai valori con i “resti” più alti, quindi 1 ulteriore seggio a CAMPANIA LIBERA (che ha un resto dello 0,95), 1 ulteriore seggio al PARTITO DEMOCRATICO (che ha un resto dello 0,67) e 1 ulteriore seggio ai DEMOCRATICI RIFORMISTI (che ha un resto dello 0,60).

La legge 56/2014 (il decreto “Delrio”) stabilisce, però, che il metodo da applicare per l’attribuzione dei seggi alle elezioni indirette dei consigli provinciali è il metodo D’Hondt (dal nome dello studioso belga che l’ha elaborato nel 1878, Victor D’Hondt), che divide i voti di ogni lista per valori unitari crescenti (1,2,3,4,5….) attribuendo “x” seggi a i primi “x” numeri più alti, nel caso delle elezioni provinciali di Caserta, quindi, verranno attribuiti i 16 seggi ai primi 16 numeri più alti della tabella.

METODO D'HONDT

In base a questo sistema e con i voti confermati al ricontenggio, quindi, verrebbero assegnati 4 seggi ai MODERATI, 3 seggi a FORZA ITALIA, 3 seggi a CAMPANIA LIBERA, 3 seggi al PARTITO DEMOCRATICO, 2 seggi ai DEMOCRATICI RIFORMISTI e 1 seggio a CAMPANIA IN MOVIMENTO. Il valore del terzo seggio dei DEMOCRATICI RIFORMISTI, 5121,67, è inferiore al valore del quarto seggio dei MODERATI, 5181,25, che quindi otterrebbero il quarto posto nell’aula provinciale. Sottraendo i due valori si otterrebbe un valore di 59,58 che moltiplicato per tre dà il valore relativo ai voti ponderati di lista che dividono il primo cittadino santarpinese dal consiglio provinciale, 178,74 (per il pareggio, un centesimo in più per l’ingresso effettivo), inferiore ad un voto ponderato di fascia E (256), inferiore a 2 voti ponderati di fascia D (100 ognuno) e inferiore ai tre voti ponderati di fascia C (75 ognuno) che sarebbero venuti a mancare al sindaco santarpinese da elettori molto vicini.

VOTI CONSIGLIERII

Questi i voti di tutti i consiglieri che, se i dati fossero confermati al riconteggio, andrebbero a formare il neo consiglio provinciale di Caserta per i prossimi due anni.

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