Parte PulciNellaMente. Mercoledì si discute di criminalità con il giornalista Attilio Bolzoni

Sant'Arpino      Si alzerà mercoledì pomeriggio il sipario sulla XX edizione della Rassegna Nazionale di Teatro Scuola “PulciNellaMente”.  Ed il primo degli oltre 50 appuntamenti in cartellone unirà, come da tradizione della manifestazione atellana, il grande giornalismo di inchiesta con l’impegno civile. Alle 17:30 presso la Scuola Media “Vincenzo Rocco” sarà presentato il libro del giornalista di Repubblica Attilio Bolzoni  “La mafia dopo le stragi”, edito da  Melampo.  A discutere con una delle più autorevoli voci giornalistiche del panorama italiano, dopo i saluti istituzionali del sindaco Giuseppe Dell’Aversana, della Dirigente Scolastica dell’Istituto “Rocco-Cinquegrana”, Maria Debora Belardo, e del presidente della Pro Loco cittadina, Aldo Pezzella, saranno il Direttore Generale di PulciNellaMente Elpidio Iorio, il magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Alessandro D’Alessio ed il blogger Salvatore Legnante. Nel corso dei lavori, coordinati dal giornalista Raffaele Sardo, ci saranno anche gli interventi di alunni e docenti dell’istituto scolastico cittadino Quella di Bolzoni è un’analisi approfondita della situazione del crimine in Italia. “Oggi – scrive l’autore nella prefazione del libro -  un quarto di secolo dopo le uccisioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, è cambiato tutto. Le grandi organizzazioni criminali si sono trasformate in élite che puntano ad accorciare le distanze fra mondo legale ed illegale, hanno preso altre forme, infranto per sempre il tabù delle loro sovranità territoriali. Cosa Nostra, dopo le stragi che ha voluto nel 1992, è stata scompaginata da una repressione poliziesca-giudiziaria senza precedenti. Totò Riina è morto, la mafia siciliana è alla ricerca di un capo, ma soprattutto di se stessa. La ’Ndrangheta, che ha vissuto nell’ombra e indisturbata per decenni, così si è potuta arricchire conquistando il primato dei traffici di stupefacenti e colonizzando intere regioni italiane. La Camorra si è disintegrata in arcipelaghi criminali. Organizzazioni autoctone e straniere hanno occupato 10 strisce di terre libere e, di volta in volta, trattato una pacifica e redditizia convivenza con i clan più ricchi e potenti. Un rimescolamento epocale. Boss che comandano al Sud e che impongono la loro legge anche al Nord, a Milano, in Emilia Romagna, nella lontana Val d’Aosta. E a Roma, capitale di un’Italia che ha sempre più “voglia” di mafia”.
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