Sant’Arpino. AD: “Consiglio comunale con giochi di prestigio. Il mago diventa comico”

alleanza-democratica-per-santarpino-e1463071039327Sant’Arpino. Riceviamo  e pubblichiamo dal gruppo politico “Alleanza Democratica per Sant’Arpino”.

Si è concluso sabato pomeriggio a Sant’Arpino l’ennesimo animato consiglio comunale, all’ordine del giorno: le Variazioni al Bilancio di Previsioni; il Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale; l’Interpellanza del Gruppo Consiliare “Alleanza Democratica” sul Liceo Scientifico.

Iolanda Boerio, consigliere di opposizione ha così commentato l’acceso siparietto che si è verificato durante l’ultima seduta: «Abbiamo più volte ribadito che il nostro ruolo è quello di supervisionare le attività della maggioranza, garantendo ai santarpinesi che tutto si svolga in modo trasparente e in funzione dell’interesse della cittadinanza, e proprio per rispettare la parola data alla nostra comunità abbiamo preso posizioni differenti e che fanno la differenza. Siamo costretti a vedere show comici di prestidigitazione presentati a spettatori increduli e preoccupati, da un sindaco che non ha nulla da invidiare al “Mago Oronzo”. Ricordiamo ancora quando prima delle elezioni accusava una parte dell’opposizione di essere la causa dell’attuale disastro economico ed ora con gli stessi si accorda per ottenere un voto a favore. Ma il siparietto di Dell’Aversana, il sindaco incantatore di serpenti, non era abbastanza grottesco e quindi le stesse accuse adesso le ha trasferite su di noi, dimenticando che per 15 anni al governo c’è stato lui ad indebitare il comune.»

Poi la consigliera di AD precisa quanto è stato discusso durante l’ultimo incontro: «Al di là delle solite invettive e dei soliti proclami, riteniamo, che sulla base del piano prospettato, e tenendo presente le linee guida predisposte dalla Corte dei Conti per la valutazione sulla congruenza dei piani di equilibrio finanziario pluriennale, QUESTE METTONO IN EVIDENZA CHE TALE PROCEDURA, ESSENDO ALTERNATIVA AL DISSESTO, DEVE DIMOSTRARE CHE L’ENTE E’ IN GRADO DI RIPRISTINARE GLI EQUILIBRI FINANZIARI E DARE SOLUZIONE A QUEGLI ELEMENTI DI CRITICITA’ CHE HANNO PORTATO ALLO SCOMPENSO.

Osservando la tabella sulle previsione delle entrate e delle spese di parte corrente nel corso dei prossimi dieci anni, la quale denunzia a chiari lettere l’incapacità delle entrate correnti di coprire le spese correnti, chiudendo costantemente con un risultato negativo, non comprendiamo con quali abili giochetti di prestigio vogliano tentare di convincere la Corte dei Conti. Il trucchetto di indicare in positivo la riscossione dei contributi a costruire secondo noi non convincerebbe nemmeno l’ultimo sprovveduto, sono uno stolto infatti, crederebbe che si riesca a riscuotere un importo di ben un milione seicento cinquanta duemila seicento (€ 1.652.600) in dieci anni, che significa, in termini di licenze edilizie, un’autentica colata di cemento su ogni metro quadro di territorio comunale. Altro elemento che desta forti perplessità è la quantificazione dell’esposizione debitoria che deve possedere, in maniera ineludibile, i requisiti di veridicità ed attendibilità, ma che pare lungi da tali caratteristiche. A fronte, infatti, di una massa debitoria frutto di sentenze esecutive e di espropri, per debiti fuori bilancio riconosciuti e riconoscibili, per un importo di € 5.307.317,31, viene indicato un ulteriore 60%, pari ad € 3.075.000, definito probabile, di cui € 675.220, per debiti fuori bilancio non riconosciuti. Inoltre, viene irresponsabilmente sottaciuto, l’importo dei residui passivi che, fino al 2016 ammontavano ad € 34.000.000, e che sono da considerarsi certi per definizione, coperti da altrettanti € 34.000.000 di residui attivi, da considerarsi invece totalmente presunti.»

La consigliera Maria Rosaria di Santo ha sottolineato altre anomali sulle Variazioni di Bilancio: «Analizzando, abbiamo constatato la veridicità delle nostre contestazioni, in sede di bilancio di previsione 2017. Già all’ora ci rendemmo conto degli squilibri di bilancio e degli errori contenuti nello stesso e denunciammo l’inesattezza dell’importo di € 760.500, indicato quali introiti previsionali “per permessi a costruire”, ma le nostre osservazioni non furono accolte. Il tempo ci ha dato ragione, infatti l’importo suddetto è stato rettificato a soli 212.600€; se tale importo fosse stato indicato in precedenza correttamente, avrebbe già all’epoca evidenziato il disavanzo di bilancio. Inoltre, esaminando le variazioni delle spese, ci ha suscitato forte ilarità la riduzione delle indennità che, contrariamente a quanto dai “maghi del bilancio” dichiarato nei comunicati stampa e nella delibera di Giunta, non è affatto pari al 10%, che già faceva ridere, ma ad uno striminzito 2%, che fa invece fortemente irritare. Infatti, si sono ridotti le indennità di soli € 3.000,00, una somma che grida vendetta agli occhi dei cittadini tartassati. Avrebbero potuto rilevare gli incrementi delle entrate in sede di approvazione del rendiconto, con ripercussioni positive anche sul risultato d’esercizio, ma hanno invece, pensato soltanto ed esclusivamente ad utilizzare quegli incrementi di entrate per aumentare le loro indennità. Abbiamo ritenuto che i cittadini non meritassero questo trattamento e per questo non abbiamo partecipato al voto».

Infine la Boerio, conclude precisando un altro punto all’ordine del giorno: «Se non bastassero le figuracce del Sindaco Mago, a divertire con un audio esilarante ha contribuito anche l’Assessore alla Pubblica Istruzione, che con le sue asserzioni sui certificati “a pezzotto”, inerenti la situazione a suo dire “semplice ma complicata” del Liceo Scientifico, ha fatto prima sorridere tutti e poi infuriare  i genitori degli studenti. Le dichiarazioni dell’Assessore, purtroppo non erano una parodia e le parole uscite proprio dalla sua bocca sono diventati virali arrivando alle orecchie delle mamme, che sono accorse ad inveire in consiglio contro di lei. Una situazione che ha dell’incredibile, soprattutto perché avvenuta sotto gli occhi di Dell’Aversana, che improvvisamente si è zittito, ricordando forse il lontano 1994 quando l’edificio sorse e quando egli era ancora una volta primo cittadino di un centro dell’Atellano fiorente e man mano deturpato e abbandonato a se stesso.»

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