Sant’Arpino. Il sindaco chiede un mutuo per pagare i debiti del comune.

Sant'Arpino         Il sindaco di Sant'Arpino con  nota protocollo 5825/18 ha comunicato al Ministero dell'Interno, direzione Finanza Locale, dipartimento per affari interni e territoriali, la volontà di avvalersi della facoltà di accesso al fondo di rotazione di cui all'art. 243 ter- del T.U.E.L.  Il comune che versa in una profonda crisi economica per raggiungere il risanamento finanziario ha deliberato nei mesi scorsi la procedura di riequilibrio finanziario, il cosiddetto Pre Dissesto. Una delegazione comunale è stata anche a  Roma, per ulteriori chiarimenti. Ora si è deciso di chiedere un mutuo per avere   un'anticipazione di denaro liquido a valere sul fondo di rotazione. Il prestito, se approvato dalla direzione Centrale della Finanza Locale, dovrà essere restituito in dieci anni con interessi bassissimi.. L'importo massimo del prestito è di euro 300 per abitante e per la disponibilità di questa anticipazione di liquidità si terrà conto dell'incremento percentuale delle entrate tributarie ed extratributarie nel piano di riequilibrio pluriennale." Ci giochiamo tutte le carte , per evitare il tracollo finanziario -dichiara il sindaco Giuseppe Dell'Aversana-  siamo di fronte ad una profonda crisi di liquidità e dobbiamo onorare i debiti con  fornitori ed aziende. Non possiamo ricorrere continuamente ad anticipazione del tesoriere con interessi insostenibili per le nostre casse "  Il rimborso del prestito chiesto dal sindaco e sottoposto al vaglio del Ministero dovrà decorrere dall'anno successivo a quello in cui viene erogata l'anticipazione e per la sua concessione sarà determinante la verifica  della riduzione percentuale delle spese correnti previste nel piano del Pre Dissesto. Nel caso di accesso al fondo di rotazione di cui all'articolo 243 ter, il comune dovrà attuare anche una riduzione delle spese di personale. ed una diminuzione del 10% delle spese per acquisti di beni e prestazioni di servizi. "Abbiamo  avanzato al Ministero anche  la richiesta di allungare il piano di riequilibrio da quindici a venti anni. Se la Corte dei conti approva il  prestito di liquidità - aggiunge Dell'Aversana- ed allunga  il piano di riequilibrio a venti anni, considerato il recupero dell'evasione in atto e la diminuzione di spese il quadro economico migliora." L'impresa è difficile e complessa ma il sindaco  spera di mettere ordine nei conti e tenta tutte le opzioni. possibili.
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