Sant’Arpino, Romano:”Caro Peppino, non è un comportamento da buon cristiano appellare gli altri figli di Dio come “stercorari che vivono nei bassifondi della morale”

romanoSANT’ARPINO. Riceviamo e pubblichiamo da Nicola Romano, esponente del movimento politico santarpinese “Alleanza Democratica per Sant’Arpino”.

Quando pensavamo di aver visto il Sindaco Dell’Aversana ormai in tutte le salse, ecco che arriva il colpo di scena finale!!!

Da Sindaco poeta, a Sindaco amante delle ville comunali, fino ad arrivare a Sindaco amante dei piccioni.

Ma mai, e dico mai, mi sarei sognato di assistere all’ennesimo mutamento di personalità.

Ora Sant’Arpino si può vantare di avere un Sindaco degno di Paolo di Tarso caduto da cavallo sulla via di Damasco.

Questo è quanto dichiarato dal Dell’Aversana in merito al comizio tenuto in piazza domenica 26 novembre: ”Esprimo la mia solidarietà al Parroco Don Umberto per questo grave atto di scostumatezza. Noi abbiamo sempre interrotto i comizi all’ora di inizio della messa”.

Da premettere che parlo prettamente a nome mio, visto che di quel comizio sono stato il relatore finale.

Caro Peppino Dell’Aversana, la tua sensibilità nei confronti dei fedeli santarpinesi è davvero commovente. Ma la tua ipocrisia questa volta ha davvero superato ogni limite.

Don Umberto alle ore 11.30 è sceso in piazza per avvisarci che un quarto d’ora dopo sarebbe iniziata la funzione religiosa, e come lui potrà ben testimoniare, non abbiamo sforato di un solo minuto.

Ma ti ripeto, tutta questa tua vicinanza alla chiesa cattolica, è davvero commovente.

Soprattutto quando vesti i panni del moralizzatore e puntando il dito dici: “I signori che hanno tenuto il comizio in piazza domenica mattina farebbero meglio ad espatriare da Sant’Arpino per la vergogna”.

Caro Peppino, io ti ringrazio per il consiglio che mi hai dato, ma se davvero vuoi vestire i panni del buon cristiano, allora inizia a svestire i tuoi panni intrisi di ipocrisia.

Così prima o poi anche tu riuscirai a trovare la tua pace interiore. E basta davvero poco.

Innanzitutto, inizia a chiedere scusa davanti per tutte le offese personali che hai rivolto a me e a tutte le persone che non si genuflettono al tuo volere.

Perché, caro Peppino, non è un comportamento da buon cristiano appellare gli altri figli di Dio come: “stercorari che vivono nei bassifondi della morale”, “persone che si rotolano nel fetore che li circonda”, “bugiardi e ignoranti”, ma soprattutto colpire le loro famiglie con tali affermazioni “brancolano nel buio, spargendo la vile materia in cui sono stati allevati fin da piccoli”.

Caro Peppino, essere buoni Cristiani, non significa far terminare un comizio un minuto prima o un minuto dopo.

Essere dei buoni Cristiani, ma soprattutto essere “UMANI”, vuol dire rispettare il prossimo senza farsi accecare dal rancoroso livore che ti acceca.

La Parola del Signore mi insegna che:

“…chi sparge calunnia è uno stolto” (Pr 10:18).

“Non spargere voci calunniose e non favorire l’empio attestando il falso” (Es23:1)

“Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde” (SI 34:13).

Perciò, caro Peppino, ritrova la tua serenità, così potrai sentirti un uomo migliore.

E ricorda che:

“Sbarazzatevi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell’ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza, come bambini appena nati desiderate il puro latte spirituale, perchè con esso cresciate per la salvezza”

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